Blauer Hase

©2007

HIC SUNT LEONES

The exhibition Hic sunt leones (a Latin expression used on ancient maps to refer to unexplored territories) proceeds from a process of space exploration the artists carried out together. They confronted a space -Ca’ Corniani degli Algarotti- having a strong identity and leaving them with limited chances for intervention. The evocative power of this long uninhabited apartment provided the primal energy for artistic creation.

These artists do not necessarily follow the same line, often straying into more secluded and personal ways that at times do not even show a common worldview. Nevertheless on Hic sunt leones all of them had to face, observe and respond to the same environment forcing them to search for suitable ad-hoc expressions. The space itself suggested a direction which might be considered as the connecting theme of the exhibition: the creation of narrative spaces. The artists combined ready-made elements,which were found in the apartments with their own narratives. Their artistic interventions highlight the structural qualities of both the apartment and the building, while allowing the narratives to gradually imbue the space to the point of a perfect blending.

Four artists working on the brink. They explore and break the boundaries between objects and their stories exploiting man's ability to make sense of sheer presence and multiplicity through narrative.

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Interventi artistici sull’orlo. Hic sunt leones è il risultato del processo di esplorazione di uno spazio. Gli artisti si sono trovati di fronte a un luogo con una forte identità e con limitate possibilità di intervento. La casa, disabitata da anni, ha esercitato un potere evocativo che è stata l’energia primordiale da cui molti dei lavori sono nati. Difficile trovare una tendenza comune, un filo rosso che unisca i quattro artisti e i loro rispettivi modi di vedere le cose. L’osservazione e la capacità combinatoria degli elementi presenti nel contesto, ha obbligato alla ricerca di forme adeguate. Forse per comune ispirazione, forse per semplicità di approccio, la costruzione di spazi narrativi risulta essere la necessità essenziale di questi lavori.

Vengono rimescolati la storia del palazzo e delle persone che vi hanno vissuto al suo interno, oltre che gli oggetti già presenti nell’abitazione. Gli interventi mettono così in luce, mediante un approccio formato “ready-made”, gli spazi e le caratteristiche propri del palazzo, modificandone ed esaltandone alcune qualità. Occasioni di racconto cercano di infiltrarsi, di adattarsi e, in alcuni casi, anche di camuffarsi con la texture del palazzo. Quattro artisti che operano sull’orlo, tra la storia degli oggetti e la capacità degli uomini di evocare ordine, racconti, senso.